La Capanna di Sovestro

San Gimignano, Siena (Toscana, Italia)

La Capanna di Sovestro

La Capanna di Sovestro

San Gimignano, Siena (Toscana, Italia)

10.0 Eccellente 

persona al giorno (circa)
Persone
Tipo
Appartamenti
27.5 €
2 - 4
Affitto per camere
2
10 Voto medio
Affitto per camere
Persone 2 - 4
Immersa nel cuore delle Colline Senesi, la Capanna di Sovestro è situata a sud del centro storico di San Gimignano, a circa un chilometro e mezzo dal cuore dello splendido borgo medioevale.
La dimora è raggiungibile anche a piedi: una passeggiata di soli quindici minuti percorrendo la via Vecchia, antica strada medievale, offre scenari unici e panorami indimenticabili della città delle belle torri.

La quiete e la tranquillità assoluta sono perfetti per una vacanza di relax in campagna.
La struttura ricettiva si sviluppa su tre piani, comunicanti eventualemente tra loro, con camere doppie e singole finemente arredate in stile puramente toscano e dotate di ogni comfort.
Per saperne di più
La struttura è caratterizzata da accesso indipendente, parcheggio privato e un ampio giardino nel quale è possibile svolgere barbecue, solarium o dedicarsi alla lettura. 

Le camere, tutte ampie e molto luminose, sono arredate in stile toscano e dispongono di servizi indipendenti con doccia, asciugacapelli, frigobar, TV Satellite, accesso wireless a internet, aria condizionata e riscaldamento autonomo.

L’edificio è stata ricavato dalla recentissima ristrutturazione di una capanna agricola.
La Capanna è circondata da oliveti e vigneti, ed è situata in maniera strategica per raggiungere facilmente i luoghi di maggiore interesse della Toscana, le più importanti città d’arte (40-90 minuti) e la splendida costa tirrenica (60-80 minuti). 

Nelle proprietà adiacenti vi sono aziende agricole ove è possibile degustare in cantina i rinomati Chianti e Vernaccia di San Gimignano, e inoltre acquistare vino e olio extravergine di oliva a prezzi da produttore.
(nascondere)

Caratteristiche

  • Esterno: Giardino,  Barbecue,  Orto,  Terrazza,  Mobili da giardino. 
  • Interno: Aria condizionata,  Lavatrice,  Microonde,  Riscaldamento,  Camera con televisione,  Camere con bagno,  Cucina,  Bagno in comune,  Televisione,  Soggiorno,  Parcheggio,  Aperto a capodanno. 
  • Servizi: Accesso Internet,  Animali ammessi,  Servizio di lavanderia,  Passeggiate con guida,  Culla disponibile,  Documentazione sulla zona,  Camera adattata per disabili,  Wi-Fi gratis. 
  • Situazione: Accesso asfaltato,  Zona collinare,  Fuori dal centro urbano,  Accesso segnalato,  Accessibile con mezzi pubblici,  Vicino a laghi o fiumi balneabili. 
La struttura dispone di 3 camere, di cui, una singola, una doppia e una matrimoniale. Tutte le camere dispongono di:

- Servizi
- Tv satellitare
- Cassaforte
- Frigobar
- Aria condizionata
- Asciuga capelli

(nascondere) Per saperne di più

Attività

  • Terra: Raccolta funghi,  Bicicletta - MTB,  Golf,  Passeggiate a cavallo,  Itinerari gastronomici,  Escursioni - trekking,  Tennis,  Enoturismo. 
  • Acqua: Pesca. 
  • Aria: Deltaplano,  Mongolfiera. 
  • Laboratori: Fotografia,  Osservazione fauna e flora. 
- Solarium attrezzato
- Spazio barbecue

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10.0 / 10 Eccellente

Valutazione media in base a opinione pubblicate negli ultimi 24 mesi


Valutazione per categorie

Pulizia
10.0 Molto positivo
Accoglienza del proprietario
10.0 Molto positivo
Ambiente
10.0 Molto positivo
Dotazioni
10.0 Molto positivo
Relazione qualità/prezzo
10.0 Molto positivo
Qualità del sonno
10.0 Molto positivo







10 / 10
Posto davvero splendido.
Nessun commento negativo.
Facilmente raggiungibile e a 5 minuti scarsi di macchina dal centro San Gimignano, totalmente immerso nel verde ci ha permesso un soggiorno, PURTROPPO breve, di totale e piacevole relax.
l'appartamento era provvisto di ogni confort, satellitare compreso, e soprattutto era arredato davvero con gusto.
un soggiorno davvero piacevole, che consigliamo a tutti, anche per la cortesia, la simpatia e la gentilezza del proprietario.
 

Data di soggiorno: 2009-05-30 Data dell'opinione: 2009-07-14

Perfetto Tutto

10 / 10
A tutti gli amanti dell'arte consiglio vivamente di approfittare dell'ospitalità. Il posto è perfetto: sistemazione, comfort "moderno" (internet ad esempio), pulizia e cortesia. A questo si aggiunge la posizione strategica del posto (io sono stato a volterra, arezzo, siena, s.galgano, monteriggioni e ovviamente s.gimignano) che permette gite giornaliere e il rientro nel primo pomeriggio per un meritato riposo e relax.
Per saperne di più
Da aggiungere la completa disponibilità dei proprietari per ogni evenienza. Vivamente consigliato a tutti coloro che vogliono gustarsi l'arte della toscana senza rinunciare ad un buon relax in campagna.
Alessandro Dott. Pavanel
Terapista occupazionale
(nascondere)

Data di soggiorno: 2009-05-09 Data dell'opinione: 2009-05-24

Visualizza le opinioni in: catalano (2),  francese (3),  inglese (2),  portoghese (1),  spagnolo (38).


  S D L M Me G V S D L M Me G V S D L M Me G V
2: Appartamento : D... 24 25 26 27 28 29 30 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14
2: Matrimoniale/tri... 24 25 26 27 28 29 30 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

Calendario aggiornato il 2017-06-19  Disponibile  Fine settimana  Occupato


Camere La Capanna di Sovestro

posti 2

Matrimoniale/tripla

: 1 camera matrimoniale, bagno

Minimo notti Notte Settimana Letto aggiunto Trattamento
- 55,00 € 350,00 € 10,00 € Solo pernottamento

posti 2

Appartamento : Doppia + Cucina

: 1 suite (2 posti), bagno

Minimo notti Notte Settimana Letto aggiunto Trattamento
- 60,00 € 385,00 € 15,00 € Solo pernottamento
I prezzi includono l'IVA

Maggiori informazioni

Quantità della prenotazione:
30.0  %
Resto del pagamento:
Alla consegna delle chiavi 
Modalità di pagamento:
Bonifico bancario ,   In contanti  
10.0 / 10 Eccellente

Valutazione media in base a opinione pubblicate negli ultimi 24 mesi

Località Sovestro, 29 - 53037 San GimignanoSan Gimignano (SienaToscana)

Mappa Mappa | Calcolo dell'itinerario Calcolo dell'itinerario

Indicazioni del proprietario

Per chi viene da NORD.

-Autostrada A1 Milano-Roma
-Uscita Firenze Certosa
-Superstrada Firenze-Siena
-Uscita Poggibonsi Nord
-Seguire le indicazioni per San Gimignano
-Troverete LA CAPANNA DI SOVESTRO sulla destra a meno di 2 Km dal centro storico




Per chi viene da SUD

-Autostrada A1 Roma-Milano
-Uscita Valdichiana
-Seguire le indicazioni per Siena
-Superstrada Siena-Firenze
-Uscita Poggibonsi Nord
-Seguire le indicazioni per San Gimignano
-Troverete LA CAPANNA DI SOVESTRO sulla destra a meno di  2 Km dal centro storico




Per chi viene dalla Superstrada FI-PI-LI   - (PISA)

-Uscita Empoli Ovest direzione Ponte a Elsa
-Proseguire sulla SS429 in direzione Certaldo
-Da Certaldo proseguire per San Gimignano
-Dal centro di San Gimignano proseguire per meno di 2 Km direzione Poggibonsi
-Troverete LA CAPANNA DI SOVESTRO sulla sinistra

Luoghi di interesse

  • a 75 km: PIENZA E CRETE SENESI 
    PIENZA Storia : La storia di Pienza, al contrario di quella dei comuni vicini, non è caratterizzata da lunghi periodi di vicende medievali e guerre. La città infatti altro non era che un piccolo borgo fino al 1462, conosciuto col nome di Corsignano. L'evento che cambiò le sorti di Pienza fu la nascita nel 1405 di Enea Silvio Piccolomini che 53 anni dopo divenne Papa Pio II. Proprio un viaggio del pontefice verso Mantova lo portò ad attraversare il luogo di nascita e il degrado che trovò lo portò a decidere la costruzione sopra l'antico borgo, affidandone il progetto all'architetto Bernardo Rossellino: costruzione che durò circa quattro anni e portò alla luce una cittadina armoniosa e con forme tipicamente quattrocentesche. La morte prematura di papa Pio II chiuse anche la storia del comune che da allora è rimasta pressoché invariata. Pienza è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Per la bellezza del suo centro storico rinascimentale nel 1996 Pienza è entrata a far parte dei Patrimoni naturali, artistici, culturali dell'UNESCO, seguita poi nel 2004 dalla stessa zona valliva in cui sorge: la Val d'Orcia. Storia naturale: nel 2003, nella riserva naturale di Lucciola Bella, sono riemersi i resti fossili di un Etruridelphis giulii (mammifero marino simile ad un delfino) vissuto nella zona oltre 4,5 milioni di anni fa, in un periodo in cui gli attuali calanchi erano il fondale del mare tirrenico. Il fossile è stato considerato dagli studiosi di grande valore scientifico perché si tratta del reperto più completo della specie esistente al mondo . Luoghi di interesse : Gran parte del rilevante patrimonio storico-artistico di Pienza si concentra nella suggestiva piazza dedicata al pontefice Pio II, personalità che tanto ha dato alla cittadina, cercando di far
  • a 2 km: SAN GIMIGNANO 
    Per la caratteristica architettura medioevale del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell'aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale. Storia Le origini : San Gimignano sorse su un sito abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C., come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici (soprattutto tombe) nel territorio circostante. Il colle era stato scelto sicuramente per questioni strategiche, essendo dominante (324 m s.l.m.) sull'alta Val d'Elsa. Sulle pendici del Monte Maggio sono presenti i ruderi di Castelvecchio, un villaggio di epoca longobarda. La prima menzione risale al 929. Nel Medioevo la città si trovava su una delle direttrici della via Francigena, che Sigerico, arcivescovo di Canterbury, percorse tra il 990 e il 994 e che per lui rappresentò la XIX tappa (Mansio) del suo itinerario di ritorno da Roma verso l'Inghilterra. Sigerico la nominò Sce Gemiane, segnalando il borgo anche come punto di intersezione con la strada fra Pisa e Siena. Secondo la tradizione il nome derivò dal santo vescovo di Modena, che avrebbe difeso il villaggio dall'occupazione di Attila. La prima cinta muraria risale al 998 e comprendeva il poggio di Montestaffoli, dove già esisteva una rocca sede di mercato di proprietà del vescovo di Volterra, e il poggio della Torre con il castello vescovile. Il Duecento Verso il 1150, nonostante l'apertura di un nuovo tracciato della Francigena, San Gimignano continuò ad essere un centro emergente, con una politica di espansione territoriale e una significativa crescita delle attività commerciale. Fu in questo periodo che si formarono due "borghi" al di fuori delle mura: quello di San Matteo, verso Pisa, e quello di San Giovanni, verso Siena, entrambi lungo una nuova "via maestra", che vennero inglobati nelle mura con il nuovo tracciato completato nel 1214. Nel 1199, nel pieno del suo splendore economico, il paese guadagnò la propria indipendenza comunale rispetto ai vescovi di Volterra. Non mancarono le lotte intestine tra guelfi e ghibellini (rispettivamente capeggiati dagli irriducibili Ardinghelli e Salvucci), ma al XIII secolo, sotto i ghibellini, risale il periodo di maggior splendore economico, che si basava sul commercio dei pregiati prodotti agricoli locali, tra i quali il più ricercato era lo zafferano, venduto in Italia (Pisa, Lucca, Genova) e all'estero (Francia e Paesi Bassi, fino anche alla Siria e all'Egitto[4]). Inoltre, al pari di altri centri toscani, si diffuse la speculazione finanziaria e l'usura. La solida economia permise la creazione di un ceto aristocratico urbano, che espresse la propria supremazia politica e sociale nella costruzione delle torri: nel Trecento si arrivò a contare 72 torri (oggi ne rimangono forse 14). Gli ingenti capitali accumulati vennero investiti nel corso del Duecento in importanti opere pubbliche, che diedero alla cittadina l'articolazione degli spazi urbani visibile ancora oggi. Nel 1251 le mura inglobarono Montestaffoli, ma pochi anni dopo, nel 1255, la città venne presa dai guelfi di Firenze che ordinarono la distruzione delle mura. Riacquistata l'indipendenza nel 1261 e tornata la supremazia ghibellina dopo la battaglia di Montaperti, i sangimignanesi ricostruirono le mura comprendendo anche il poggio della Torre. Da allora la conformazione cittadina venne suddivisa in quattro contrade, ciascuna corrispondente ad una porta principale: quella di Piazza, di Castello, di San Matteo e di San Giovanni. Gli ordini religiosi, appoggiati dal comune, si insediarono in città a partire dalla metà del Duecento: i francescani fuori porta San Giovanni (1247), gli agostiniani alla porta San Matteo (1280), i domenicani a Montestaffoli (1335) e le benedettine di San Girolamo presso la porta San Jacopo (1337). Dall'8 maggio del 1300 il Comune ebbe l'onore di ospitare Dante Alighieri come ambasciatore della Lega Guelfa in Toscana. Il declino, l'epoca medicea e contemporanea : Il Trecento fu un secolo di crisi che non risparmiò San Gimignano: travagliata dalle lotte interne, essa fu pesantemente colpita dalla peste nera e dalla carestia del 1348, che decimò la popolazione. Nel 1351 la città stremata si consegnò spontaneamente a Firenze, rinunciando alla propria autonomia ed a un ruolo politico nello scacchiere toscano. Risale a quell'anno la Rocca di Montestaffoli, mentre nel 1358 vennero rinforzate le mura. Nonostante il declino economico e politico, il XIV e XV secolo furono importanti dal punto di vista artistico, grazie alla presenza in città di numerosi maestri, senesi o più spesso fiorentini, chiamati soprattutto dagli ordini religiosi ad abbellire i propri possedimenti. Lavorarono a San Gimignano Memmo di Filippuccio, Lippo e Federico Memmi, Taddeo di Bartolo, Benozzo Gozzoli, Domenico Ghirlandaio, Sebastiano Mainardi (nativo di San Gimignano), Piero del Pollaiolo, ecc. Il declino e la marginalità della città nei secoli successivi furono le condizioni che permisero la straordinaria cristallizzazione del suo aspetto medievale. Al plebiscito del 1860 per l'annessione della Toscana alla Sardegna i "si" non ottennero, anche se per poco, la maggioranza degli aventi diritto (1122 su totale di 2275), sintomo dell'opposizione all'annessione[5]. Alla fine del XIX secolo si cominciò a riscoprire la particolarità e la bellezza della cittadina, che venne sottoposta integralmente a vincolo monumentale nel 1929. Nel 1990 è stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio culturale dell'Umanità. Durante la seconda guerra mondiale, il paese fu bombardato per dieci giorni dagli Americani; sulla Torre Grossa andò distrutta la campana (una nuova fu donata dopo la guerra dal popolo dell'Unione Sovietica); crollò una casa in piazza e un pezzo di cattedrale; i bombardamenti cominciarono di giovedì, giorno di mercato; questo causò qualche morto; una giovane madre fu colpita al piede da una scheggia, ed ebbe la gamba amputata. Dopo una decina di giorni che i sangimignanesi passarono nei rifugi, il prete riuscì a convincere gli americani che in paese c'erano non più di dieci tedeschi, e che potevano assaltare la città senza correre rischi. Le torri : San Gimignano è soprattutto famosa per le torri medievali che ancora svettano sul suo panorama, che le hanno valso il soprannome di Manhattan del medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo d'oro del Comune, ne restavano venticinque nel 1580 ed oggi ne restano sedici, con altre scapitozzate intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la torre Rognosa, che è alta 51 metri, mentre la più alta è la Torre del Podestà, detta anche Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento del 1255 vietò ai privati di erigere torri più alte della torre Rognosa (che all'epoca era la più alta), anche se le due famiglie più importanti, Ardinghelli e Salvucci, fecero costruire due torri poco più basse di quasi eguale grandezza, per dimostrare la propria potenza. Campanile della Collegiata Torri degli Ardinghelli Torre dei Becci Torre Campatelli Torre Chigi Torre dei Cugnanesi Torre del Diavolo Torre Ficherelli o Ficarelli Torre Grossa Torre di Palazzo Pellari Casa-torre Pesciolini Torre Pettini Torre Rognosa Torri dei Salvucci In alcuni testi il numero delle torri è ridotto da 16 a 14: in genere vengono tolte dal conteggio il campanile della Collegiata e la Casa-Torre Pesciolini che hanno caratteristiche diverse dalle altre. Architetture religiose: Chiesa Collegiata: detta anche comunemente il Duomo, terminata nel 1148 è considerata uno dei più prestigiosi esempi di romanico toscano. Costruita su tre navate, le pareti sono interamente affrescate. Tra le opere pregevoli ad affresco: San Sebastiano di Benozzo Gozzoli e le Storie di Santa Fina di Domenico Ghirlandaio nella Cappella di Santa Fina; tra quelli di scuola senese: Vecchio e Nuovo Testamento di Bartolo di Fredi e della bottega dei Memmi e Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo. Notevoli le sculture di Giuliano e Benedetto da Maiano e l' Annunciazione lignea di Jacopo della Quercia. Chiesa di Sant'Agostino: anche questa chiesa contiene numerosi affreschi, in particolare la Cappella di Santo Bartolo di Benedetto da Maiano, le Storie della vita di sant'Agostino di Benozzo Gozzoli, e altri resti di affreschi, tavole e tele di autori diversi (Benozzo Gozzoli, Piero del Pollaiolo, Pier Francesco Fiorentino, Vincenzo Tamagni, Sebastiano Mainardi). Pieve di Santa Maria Santuario di Maria Santissima Madre della Divina Provvidenza Chiesa del Quercecchio ed ex-Oratorio di San Francesco, ospita il Museo ornitologico Chiesa dell'ex Conservatorio di Santa Chiara Chiesa della Madonna dei Lumi Chiesa di San Bartolo Chiesa di San Francesco Chiesa di San Jacopo al Tempio Chiesa di San Lorenzo al Ponte Chiesa di San Pietro Chiesa di San Girolamo Convento di Monte Oliveto Loggia del Battistero (Oratorio di San Giovanni) Spedale di Santa Fina Abbazia del Santo Sepolcro e Santa Maria a Elmi Architetture civili: Casa Salvestrini Fonti medioevali: percorrono la strada esterna di Porta delle Fonti, accesso della seconda cinta muraria di San Gimignano. La loro costruzione risale al XIV secolo, quando furono poste a coprire una fonte in pietra longobarda del IX secolo. queste in antichità erano le fonti pubbliche della zona, dove si raccoglieva l'acqua e si lavavano i panni. Loggia del Comune Palazzo comunale o Palazzo nuovo del Podestà: ospitava anticamente il podestà, attualmente ospita il museo civico e la pinacoteca, contenente capolavori di artisti quali Pinturicchio, Benozzo Gozzoli, Filippino Lippi, Domenico di Michelino, Pier Francesco Fiorentino, ecc. Inoltre, sempre all'interno del Palazzo Comunale, è possibile visitare la sala di Dante con la Maestà di Lippo Memmi ed accedere alla Torre Grossa, alta 54 m e risalente al 1311. Palazzo vecchio del Podestà: usato anticamente per le funzioni civili prima della costruzione del nuovo palazzo, venne in seguito trasformato in carcere e poi (nel Cinquecento) in teatro. Palazzo Baccinelli Palazzo Cortesi Palazzo Ficarelli Palazzo Franzesi Ceccarelli Palazzo Lucii Palazzo Mangani Palazzo Pratellesi: tra i più interessanti palazzi nobiliari della città, risale al Trecento e conserva all'interno un pregevole affresco cinquecentesco di Vincenzo Tamagni. Palazzo Razzi Palazzetto Talei Franzesi Palazzo Tamburini Palazzo Tinacci Palazzo Tortoli o Tortoli-Treccani Palazzo Useppi Palazzo Vichi Spezieria di Santa Fina, con materiale proveniente dalla Spezieria dello Spedale di Santa Fina, che riproduce l'antica farmacia, con i contenitori di ceramica e vetro ed i medicamenti. Architetture militari: Mura di San Gimignano Porta San Giovanni Porta San Matteo Porta San Jacopo Porta delle Fonti Bastione San Francesco Rocca di Montestaffoli Aree naturali: Riserva naturale Castelvecchio Aree archeologiche: Necropoli di Cellole CULTURA: Musei: Museo Civico Museo Diocesano Spezieria di Santa Fina Museo ornitologico San Gimignano 1300: Riproduzione in scala della città medievale. Museo Peugeot: il primo al di fuori della Francia, dedicato alle vetture e alla storia del marchio, la Galerie Peugeot, dove si può ammirare anche la Tipo 3, la prima auto che circolò sulle strade italiane nel lontano gennaio 1893. Museo della tortura: detto anche Museo criminale medioevale, conserva e mostra tutte le tecniche e gli strumenti della tortura medioevale, strumenti della pena di morte e documenti della Santa Inquisizione. Museo del vino e della Vernaccia: ospitato nella Villa della Rocca di Montestaffoli, è stato realizzato su progetto dell'architetto Duccio Santini. Il percorso è dedicato, attraverso sensazioni e degustazioni tipiche, ai vini della zona, ed in particolare alla spremitura e alla fermentazione della Vernaccia di San Gimignano DOCG. Teatri: Teatro dei Leggieri. Già nel '600 a San Gimignano erano attive due Accademie; quella degli Scolari e quella dei Comici Risvegliati. Queste Accademie organizzavano opere, commedie, concerti, feste e ricevimenti. Nel XVII Secolo le due Accademie si fusero dando vita all'Accademia degli Aristocratici che ottenne la costruzione di un Teatro per la città. Nel 1793 un gruppo di accademici decise di creare una Società del Teatro, denominandosi Società del Leggieri. Il Teatro, ricavato all'interno dell'antico Palazzo del Podestà, si trova in piazza del Duomo nel cuore medievale di San Gimignano. Nel dopoguerra la Società dei Leggieri, impossibilitata a sostenere le spese di ripristino del teatro, danneggiato dagli eventi bellici, si sciolse e vendette la struttura che restò nelle mani di privati fino al 1982, quando il Comune poté rientrarne in possesso con la prospettiva di un completo recupero. Pochi anni dopo, nel 1988 si è costituita l'Accademia dei Leggieri. L'Accademia dei Leggieri, tuttora attiva, prende il nome dalla antica Società e svolge la sua attività artistica prevalentemente all'interno del Teatro cittadino, ispirandosi agli scopi che animarono l'antica Società dei Leggieri. Personalità legate a San Gimignano: Piero Sardelli, tenore lirico Bernardino Poccetti, pittore Fina da San Gimignano, santa della chiesa cattolica Folgóre da San Gimignano, poeta Cantalicio, umanista e vescovo cattolico Filippo Buonaccorsi, umanista e scrittore Bastiano Mainardi, pittore del rinascimento Vivaldo da San Gimignano, religioso Giovanni Antonio Dosio, architetto e scultore Giannetto Fieschi, pittore ed incisore Edward Morgan Forster scrittore inglese, vi ha ambientato il suo romanzo del 1905 Monteriano Urbanistica: Il borgo è quasi interamente contenuto nelle mura duecentesche. Gli assi principali dell'insediamento sono due: uno est-ovest, più antico (X secolo), che collegava il poggio della Torre, dove si trovava un castello vescovile, e la collina di Montestaffoli, luogo di Mercato (oggi occupato dalla rocca). Uno nord-sud, più ampio, dalla Porta San Giovanni alla Porta San Matteo, sul quale passava la via Francigena. Nell'intersezione delle due direttrici principali, nel punto altimetricamente più elevato, si trovano le piazze cittadine: piazza del Duomo e piazza della Cisterna. Piazza Pecori è un pittoresco slargo sul fianco della collegiata che assomiglia più a un cortile interno privato. Affacciate sulle piazze e sulle vie principali si trovano le torri e case-torri dell'antica aristocrazia mercantile e finanziaria, architetture eccezionali per numero e per stato di conservazione. Oggi tutti gli edifici appaiono attaccati l'uno all'altro ma osservando attentamente si può notare che in passato tra una casa e l'altra vi fosse uno spazio molto stretto (ora riempito con mattoni). Questi interstizi sono troppo stretti per permettere il passaggio di una persona (sono infatti larghi quanto un mattone), e venivano chiamati vicoli dei malvicini poiché erano dovuti agli attriti sociali tra compaesani e quando qualcuno non permetteva al futuro vicino di costruire l'abitazione a ridosso della propria si creavano inevitabilmente questi interstizi. Il vantaggio di costruire a ridosso di un edificio esistente sta nel fatto che è sufficiente costruire solo tre pareti esterne, risparmiando così materiale e manodopera. Il centro cittadino si articola sulle direttrici principali di via San Giovanni, via San Matteo, che convergono nelle due piazze attigue di piazza della Cisterna e piazza del Duomo. La zona nord è attraversata da via Folgore da San Gimignano ed ha come punto focale piazza Sant'Agostino.
  • a 30 km: VOLTERRA 
    La città, celebre per l'estrazione e la lavorazione dell'alabastro, conserva un notevole centro storico di origine etrusca (di questa epoca rimane la Porta all'Arco porta magnificamente conservata e la Porta Diana che conserva i blocchi degli stipiti) con rovine romane ed edifici medievali come la Cattedrale ed il Palazzo dei Priori sull'omonima piazza, il centro nevralgico dell'abitato. Il nome è ovviamente d'origine etrusca ed in seguito adattato al latino volaterrae. Velathri (antica denominazione dell'attuale Volterra) faceva parte della confederazione etrusca detta dodecapoli etrusca o lucumonie. Luoghi di interesse : Duomo di Volterra: in stile romanico, fu innalzato a più riprese tra il XII ed il XIII secolo. L'interno, restaurato nell'Ottocento, presenta elementi tardo rinascimentali. Il campanile che si erge a lato della facciata è un'elegante costruzione quattrocentesca. Battistero di San Giovanni: edificato nella seconda metà del Duecento, presenta una pianta ottagonale con pareti decorate secondo la classica bicromia dei marmi bianchi e verdi tipica delle costruzioni romaniche. L'edificio è sormontato da una cupola. Palazzo dei Priori: sorge in Piazza dei Priori e fu edificato nel 1246; nel XIX secolo fu modificato con l'aggiunta di un coronamento alla sommità della torre. All'interno, nella Sala del Maggior Consiglio, si possono ammirare decorazioni e stemmi ottocenteschi. Cinta muraria: d'origine etrusca, fu modificata in epoca medioevale. Qui si trova la celebre Porta all'Arco, un tempo facente parte dell'antica cerchia muraria del V secolo a.C. Fortezza Medicea: è formata da due fortificazioni unite da una cortina muraria. La rocca più antica presenta una torre a pianta semiellittica, mentre la cosiddetta Rocca Nuova, caratterizzata da un possente mastio, fu costruita per volontà di Lorenzo de' Medici. Particolare del teatro romano Teatro romano: il teatro romano venne riportato in luce negli anni cinquanta da scavi archeologici condotti nella l
  • a 37 km: SIENA 
    La città è universalmente conosciuta per il suo patrimonio artistico e per la sostanziale unità stilistica del suo arredo urbano medievale, nonché per il suo famoso Palio; il centro storico è stato infatti dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità nel 1995. Storia : Siena fu fondata come colonia romana al tempo dell'Imperatore Augusto e prese il nome di Saena Iulia. All'interno del centro storico senese sono stati ritrovati dei siti di epoca etrusca, che possono far pensare alla fondazione della città da parte degli etruschi. Il primo documento noto in cui viene citata la comunità senese risale al 70 e porta la firma di Tacito che, nel IV libro delle Historiae, riporta il seguente episodio: il senatore Manlio Patruito riferì a Roma di essere stato malmenato e ridicolizzato con un finto funerale durante la sua visita ufficiale a Saena Iulia, piccola colonia militare della Tuscia. Il Senato romano decise di punire i principali colpevoli e di richiamare severamente i senesi a un maggiore rispetto verso l'autorità. Dell'alto Medioevo non si hanno documenti che possano illuminare intorno ai casi della vita civile a Siena. C'è qualche notizia relativa alla istituzione del vescovado e della diocesi, specialmente per le questioni sorte fra il Vescovo di Siena e quello di Arezzo, a causa dei confini della zona giurisdizionale di ciascuno: questioni nelle quali intervenne il re longobardo Liutprando, pronunziando sentenza a favore della diocesi aretina. Ma i senesi non furono soddisfatti e pertanto nell'anno 853, quando l'Italia passò dalla dominazione longobarda a quella franca, riuscirono ad ottenere l'annullamento della sentenza emanata dal re Liutprando. Pare, dunque, che al tempo dei Longobardi, Siena fosse governata da un gastaldo, rappresentante del re: Gastaldo che fu poi sostituito da un Conte imperiale dopo l'incoronazione di Carlo Magno. Il primo conte di cui si hanno notizie concrete fu Winigi, figlio di Ranieri, nel 867. Dopo il 900 regnava a Siena l'imp
  • a 23 km: CHIANTI 
    Le Colline del Chianti (note anche come Monti del Chianti) sono una breve catena montuosa (circa 20 km) a cavallo fra le province di Firenze, Siena e Arezzo che segnano il confine orientale della regione del Chianti con il Valdarno e la val di Chiana. La vetta più alta è quella di Monte San Michele (893 metri s.l.m.) nel comune di Greve in Chianti in provincia di Firenze. Il rimanente territorio risulta invece prevalentemente collinare e i comuni presenti in questa area costituiscono parte della zona di produzione del Chianti, vino rosso DOCG. Dal punto di vista geografico i confini del Chianti sono abbastanza confusi e contesi e includono tutta l'area collinare tra Firenze, Siena e Arezzo. Dal punto di vista storico si considera Chianti il territorio dei comuni di Gaiole, Radda e Castellina, ovvero la vecchia Lega del Chianti poi trasformata in Provincia del Chianti, attualmente tutta ricompresa nella Provincia di Siena. Con la costituzione della zona vinicola Chianti nel 1932 che comprendeva nella sottozona Classico oltre al Chianti vero e proprio anche zone dell'attuale Provincia di Firenze si è andata configurando una zona geografica ampliata ricalcando i confini della sottozona vinicola. Molte località e perfino un Comune (Greve nel 1972 ora Greve in Chianti), con gli anni, hanno anche cambiato toponomastico aggiungendo in Chianti. Già il Granduca Cosimo III de' Medici nel 1716 -per esempio- faceva arrivare la zona del Chianti fino a lambire il territorio di Greve e Panzano, pur senza entrarvi. (fonte : wikipedia)
  • a 50 km: FIRENZE 
    Nel Medioevo è stata un importante centro culturale, commerciale, economico e finanziario, ricoprendo nell'età moderna il ruolo di capitale del Granducato di Toscana sotto il dominio delle famiglie dei Medici e dei Lorena. Fu capitale d'Italia dal 1865 al 1871, dopo l'unificazione del Paese. Importante centro universitario e patrimonio dell'umanità UNESCO, è considerata il luogo d'origine del Rinascimento ed è universalmente riconosciuta come una delle culle dell'arte e dell'architettura, nonché rinomata come una delle più belle città del mondo, grazie ai suoi numerosi monumenti e musei - tra cui il Duomo, Santa Croce, gli Uffizi, Ponte Vecchio, Piazza della Signoria e Palazzo Pitti. Storia : La storia conosciuta di Firenze comincia nel 59 a.C., con la fondazione di un villaggio ("Florentia") per veterani romani. Sede di una diocesi a partire dal IV secolo, la città passò attraverso periodi di dominazione bizantina, ostrogota, longobarda e franca, durante i quali la popolazione a volte scese fino ad appena 1000 persone. A partire dal X secolo la città si sviluppò, e dal 1115 si rese un Comune autonomo. Nel XIII secolo fu divisa dalla lotta intestina tra i Ghibellini, sostenitori dell'imperatore del Sacro Romano Impero, e i Guelfi, a favore del Papato romano. Dopo alterne vicende, i Guelfi vinsero (Colle Val d'Elsa 17 giugno 1269), ma presto si divisero internamente in "Bianchi e Neri". La conflittualità politica interna non impedì alla città di svilupparsi fino a diventare una delle più potenti e prospere in Europa, assistita dalla sua propria valuta in oro, il fiorino (introdotto nel 1252), dalla decadenza della sua rivale Pisa (sconfitta da Genova nel 1284 e comprata da Firenze nel 1406), e dalla sua potenza mercantile risultante da una costituzione anti-aristocratica, i cosiddetti "Ordinamenti di giustizia" di Giano della Bella (1293). A fronte di una popolazione stimata di 80.000 persone prima della peste nera del 1348 (immediatamente dopo Venezia, e subito pri
  • a 14 km: CERTALDO 
    « Certaldo, come voi forse avete potuto udire, è un castello di Val d'Elsa posto nel nostro contado, il quale, quantunque picciol sia, già di nobil uomini e d'agiati fu abitato » (Giovanni Boccaccio, Decameron-VI,10) Patria di Giovanni Boccaccio, ospita numerosi edifici di interesse storico artistico. STORIA - Periodo Medioevale : Certaldo fa la sua comparsa ufficiale nella storia nel 1164, quando il castello viene citato in un documento dell'imperatore Federico Barbarossa come feudo dei conti Alberti, ma senza ombra di dubbio i primi insediamenti fortificati sul colle sono da far risalire all'Alto Medioevo, epoca nella quale venne edificato il Mastio che oggi risulta incorporato dal Palazzo del Vicario. L'origine del Mastio è quasi sicuramente Longobarda o Franca, e prese la sua forma definitiva nel X-XI secolo: rappresentava il classico tipo di fortificazione alto-medioevale costituito da un'unica torre fortificata dotata di stalla, alloggi signorili e armeria. Alcuni reperti archeologici, ritrovati sul Poggio del Boccaccio, risalenti al VI-VII secolo d.C., dimostrano che sul poggio vi era situato un insediamento agricolo, presumibilmente un deposito di derrate alimentari, a testimonianza che già a quell'epoca il colle su cui sorge Certaldo Alto era abitato. Molto probabilmente il villaggio agricolo alto-medioevale prese forma dal precedente insediamento risalente all'epoca etrusco-ellenistica e alla fine del IX secolo d.C., con l'importanza strategica dell'area dovuta al passaggio della via Francigena, vi venne edificata la prima fortificazione feudale. L'importanza del territorio in cui si veniva a trovare l'antica torre, da cui si poteva controllare uno dei rami in cui si divideva la via Francigena, favorì sicuramente lo sviluppo demografico e la sua evoluzione prima in Castello fortificato e successivamente in borgo fortificato, portando alla costruzione di edifici civili attorno al Mastio primordiale. Nascono tra l'XI ed il XIII secolo la Chiesa dei Santi Tommaso e Prospero (la chiesa più antica del borgo medioevale, oggi sconsacrata), l'annesso convento e chiostro, la Torre dei Lucardesi e le prime abitazioni civili e case torri lungo via Rivellino, la via più antica del borgo, e nei pressi della torre sulla sommità del colle. Una prima cinta muraria racchiudeva tutto questo primitivo nucleo urbano che assumeva la conformità di un castello fortificato vero e proprio. Certaldo faceva parte delle numerose fortificazioni che gli Alberti disseminarono in tutta la Valdelsa per contenere l'espansionismo della Repubblica fiorentina, assieme a San Miniato, Fucecchio, Montegrossoli, Semifonte, Castel Timignano, Pogna, Lucardo e Vico d'Elsa. Il castello divenne sede e residenza del ramo di Certaldo dei Conti Alberti, assumendo un'importanza strategica e militare nella zona. Mantenne la sua indipendenza da Firenze fino al 1184 quando a seguito della distruzione del castello di Pogni presso Marcialla, la famiglia Alberti fu obbligata a smantellare le fortificazioni e le torri difensive di Certaldo. Nel 1198, agli inizi della guerra tra Firenze e Semifonte, città fortificata nelle vicinanze controllata dagli Alberti, Certaldo fu occupata e conquistata da Firenze in modo da isolare Semifonte togliendo gli aiuti che potevano arrivare dai castelli fortificati degli Alberti, Certaldo compresa. Certaldo non conosce quindi l'ulteriore evoluzione in libero comune, tipica di altre località vicine. A seguito della distruzione della vicina città di Semifonte ad opera dei Fiorentini nel 1202, la città vide un notevole sviluppo causato dai profughi semifontesi. Si sviluppa infatti nel XIII secolo via Boccaccio, la via principale che fungeva anche da piazza, lungo la quale sorgono la Casa del Boccaccio, Palazzo Machiavelli, la Canonica dei SS Jacopo e Filippo e le abitazioni lungo la via. Lo spostamento della via Francigena sul percorso di fondovalle, ai piedi del colle su cui sorge Certaldo, favorì ulteriormente lo sviluppo ed il rafforzamento del Castello. Lo sviluppo di via Boccaccio e la costruzione di nuovi edifici nel XIV secolo come Palazzo Stiozzi Ridolfi, Palazzo Giannozzi, il palazzo di Scoto da Semifonte, la casa-torre dei Della Rena e la Loggia del mercato portano alla saturazione della cima del colle da parte del nucleo urbano, che assume la sua forma definitiva e attuale. Sempre del XIV secolo è anche la cinta muraria odierna, con le sue tre porte: Porta Alberti, da cui scende la costa Alberti in direzione di Pisa, Porta al Sole e Porta al Rivellino, da cui si snoda la costa Vecchia in direzione Sud, verso Siena e Roma. Dopo la battaglia di Montaperti (1260) in cui le truppe guelfe di Firenze furono sconfitte dalla ghibellina Siena, Certaldo fu saccheggiata dalle truppe senesi. Nel 1313 vi ebbe con molta probabilità i propri natali Giovanni Boccaccio, che visse a Certaldo stabilmente negli ultimi anni della sua vita e vi morì sicuramente nel 1375. Nel 1415 divenne sede di uno dei Vicariati in cui si suddivideva amministrativamente la Repubblica fiorentina e la cui giurisdizione si estendeva dalla Valdelsa alla Val di Pesa fino a tratti del Valdarno, comprendendo numerose Podesterie ed i rispettivi territori come Castelfiorentino, Montaione, Montespertoli e San Casciano in Val di Pesa. Il vicario veniva nominato semestralmente da Firenze ed amministrava la giustizia con competenze sia civili che criminali. Nell 1479 la città venne saccheggiata dalle truppe senesi e dal Duca di Calabria, e la sede vicariale viene spostata temporaneamente nella vicina Castelfiorentino. Per tutto il secolo XV Certaldo conobbe un notevole sviluppo culturale ed economico, favorito dalla posizione strategica sulla via Francigena e dalla sede Vicariale, tanto da diventare il centro politico e giurisdizionale più importante di tutta la Valdelsa; dai resoconti vicariali sappiamo che vi era un ospedale e una scuola e sappiamo che a Certaldo vi si tenevano tutti i processi penali dell'epoca, dove venivano giudicati ed eventualmente condannati i colpevoli che risiedevano nel territorio del Vicariato. Nello stesso periodo vengono modificati il mastio e il palazzo signorile feudale, trasformandoli nell'attuale Palazzo Pretorio dove risiedeva il Vicario. STORIA DELLA COLLINA DI SEMIFONTE : Alla fine dell'Alto Medioevo sorse sulle colline situate tra Certaldo e Barberino Val d'Elsa il castello di Semifonte, uno degli ultimi ad essere costruito nella zona e dominato dalla famiglia dei Conti Alberti; rappresentava l'ultimo baluardo del potere feudale in piena età dei comuni. Nel XII secolo conobbe un notevole sviluppo dovuto alla discesa degli imperatori germanici al fine di schiacciare le autonomie comunali. L'imperatore Federico il Barbarossa volle che il castello e l'insediamento si sviluppassero enormemente affinché Semifonte diventasse una spina nel fianco di Firenze. In breve tempo, grazie alla sua posizione strategica equidistante da Siena e da Firenze e grazie ad una politica aperta agli sbandati, ai rifugiati e agli esuli, il castello divenne una vera e propria città in continuo sviluppo demografico, costituita dal castello fortificato e da un notevole borgo che si sviluppava appena subito fuori la cinta muraria, l'odierno abitato di Petrognano. Lo sviluppo continuò a farla crescere e a renderla una sorta di città "maledetta", invisa da Firenze e dalla stessa Siena. Agli inizi del Duecento il perimetro delle mura di Semifonte era di poco inferiore a quello della Firenze contemporanea, tant'è che Firenze stessa propose a Semifonte di limitare il suo sviluppo demografico e di sottomettersi all'autorità fiorentina. Semifonte, in risposta, posizionò su una delle porte rivolte verso Firenze una iscrizione dove si leggeva: "Florentia fatti in là che Semifonte si fa città". Fallita la via diplomatica Firenze inviò le sue milizie, che aiutate da mercenari mandati da Siena, attuò la distruzione "sistematica" di Semifonte: ogni edificio, palazzo o casa fu completamente raso al suolo e tutti i suoi abitanti furono uccisi e sepolti o fuggirono nelle città vicine come Certaldo, Poggio Bonizio (oggi Poggibonsi) e Barberino Val d'Elsa. Un editto impose il divieto assoluto di costruzione su quel colle e fu derogato solo nel 1597, anno in cui fu costruita su progetto di Santi di Tito la cappella di San Michele Arcangelo, detta volgarmente "cupola di San Donnino": la cappella è a pianta ottagonale e riproduce fedelmente in scala 1:8 la cupola del Duomo di Firenze di Filippo Brunelleschi. La cappella occupa solitaria la cima del colle e indica il centro in cui sorgeva anticamente quella città maledetta di cui non resta più niente. Il borgo di Petrognano sorge attualmente nel punto in cui sorgeva il borgo esterno della città. EVENTI : MERCANTIA: Teatralfestamercatomedioevale, è una kermesse ormai conosciuta in Italia e Europa, che fonde teatro di strada, musica, danza e artigianato nel vecchio borgo di Certaldo Alto in un'atmosfera medioevale e poetica, con spettacoli e bancarelle di artigiani sparse nelle vie e nelle piazzette del vecchio castello. Si svolge in luglio. BOCCACCESCA : Rassegna gastronomica di prodotti tipici e presidio Slow Food. PREMIO LETTERARIO GIOVANNI BOCCACCIO : È un importante premio letterario, organizzato dal Rotary Club Valdelsa, che si svolge a settembre tra i vincitori delle passate edizioni troviamo Alberto Bevilacqua, Enzo Biagi, Indro Montanelli e altri. PREMIO TEATRALE ERNESTO CALINDRI : In onore all'attore Ernesto Calindri, certaldese di nascita e deceduto pochi anni fa, questa manifestazione di recente conferisce un premio teatrale ad insigni attori e personaggi dello spettacolo: tra i premiati ricordiamo Pippo Baudo e Carlo Verdone. CORTEO STORICO : Manifestazione storica in costumi tipici medioevali che scorre lungo i vicoli del Borgo Alto fino ad arrivare in Piazza Boccaccio, dove ha termine con una rappresentazione ispirata alle novelle del Decamerone; si svolge in settembre.

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