Agriturismo Biologico Fighezia
Agriturismo (camere)
Agriturismo Biologico Fighezia
- Agriturismo -
- Alloggio registrato sul portale regionale del turismo.
2 - 14 posti - 17,5€ / persona al giorno (circa)
Loc. Fighezia - 09010 Fluminimaggiore
Fluminimaggiore, Carbonia-Iglesias (Sardegna, Italia)
(0039) 348 06 98 303 - 347 69 54 195
Capacità e prezzo
- miniappartamento: 1 suite (2 posti), WC, bagno
- camera n° 2: 1 camera doppia, WC, bagno
- camera n° 3: 1 camera doppia, WC, bagno
- camera n° 4: 1 camera doppia, WC, bagno
- camera n° 5: 1 camera doppia, WC, bagno
- camera n° 6: 1 camera doppia, WC, bagno
- camera n° 1: 1 camera doppia, WC, bagno Mostrare prezzi
Caratteristiche
- Esterno: Giardino, Orto, Mobili da giardino.
- Interno: Camere con bagno, Caminetto, Biblioteca.
- Servizi: Animali ammessi, Ristorante (pubblico), Servizio di lavanderia, Servizio colazione, Culla disponibile, Documentazione sulla zona, Servizio pranzo, Servizio cena, Attività per bambini.
- Lingue: Inglese, Portoghese, Spagnolo, Italiano.
- Situazione: Vicino alla spiaggia, Zona collinare, Fuori dal centro urbano.
Le strutture ricettive, di recente realizzazione, sono state costruite seguendo criteri della bioedilizia con mattoni in terra cruda (il làdiri) e con materiali locali come le canne usate per la realizzazione dei tetti. Gli edifici sono rivolti verso un bellissimo panorama. La sala ristoro ha 40 posti tavola al coperto o all´aperto mentre per l´accoglienza mettiamo a disposizione due camere doppie con bagno privato. La sala è accessibile con un sentiero in salita di circa 80 m oppure con la macchina su un tratto di strada di 600 m.
Commenti del Proprietario
La nostra azienda è situata nella parte nord occidentale delle montagne dell’Iglesiente a cavallo tra le zone interne e la costa di Buggerru, le strutture aziendali si trovano a circa 100 metri di altitudine s.l.m. e a 4 km dal mare. La struttura è nata pochi anni fa con lo spirito di creare un luogo che possa permettere la valorizzazione delle risorse locali nell´ottica dell´eco - compatibilità. Ci siamo proposti di operare nel campo del turismo responsabile per una vacanza all´insegna del relax, del bel mare e della buona tavola. L’orientamento della nostra gestione è fortemente indirizzato verso attività didattiche di educazione ambientale legate al territorio e ai temi dell’ecologia.
Attività
- Terra: Escursioni - trekking.
- Acqua: Escursioni in barca.
- Laboratori: Corsi e stage, Osservazione fauna e flora.
L´azienda propone le vacanze utili dove potrai realizzare prodotti enogastronomici ed artigianali tradizionali della Sardegna. Potrai portarti a casa prodotti che tu stesso avrai realizzato I laboratori sono basati sull´esperienza manuale e sul coinvolgimento diretto dei corsisti. La durata dei laboratori è variabile a seconda delle specifiche attività e del livello di approfondimento. Le attività possono essere intensive occupando tutta la giornata oppure part - time per mezza giornata lasciando tempo libero per visitare il territorio o per rilassarsi nella campagna circostante. I corsi proposti sono i seguenti: - Laboratorio cucina - Bioedilizia, con particolare riferimento alle tecniche di costruzione in terra cruda - Apicultura - Agricoltura biologica - Trattamento e restauro del legno - Laboratorio di pelletteria - Riconoscimento ed utilizzo delle erbe spontanee - Laboratorio di coltelleria - Lavorazione della ceramica primitiva - Tintura naturale - Riciclaggio della carta e tecniche cartarie L´azienda propone corsi di formazione per le scuole: proponiamo un progetto didattico che prevede delle fasi in aula e un percorso pratico in azienda i cui obiettivi sono: - Promuovere e diffondere le tecniche eco-compatibili attraverso un´esperienza pratica sul campo - Comprendere i fenomeni di degrado ambientale e sociale che caratterizzano le nostre campagne - Promuove la conoscenza dei maggiori problemi ambientali attualiricostruire il legame con il mondo agricolo - Approfondire le cause del divario tra aree urbane e aree rurali - Apprendere tecniche tradizionali di produzione artigianali ecocompatibili - Per gli amanti del mare è possibile noleggiare natanti
Luoghi di interesse
- 4 Piscina Morta (a 4 km)
Vecchia carreggiata o strada di terra che univa il paese di Fluminimaggiore al villaggio e scalo minerario di Buggerru. E' lunga circa 8 km ed è percorribile a piedi, in bici o anche in auto. Si attraversa la campagna, si incontrano due laghetti stagionali e si ammira un bellissimo paesaggio con le dune di sabbia sottostanti, infine si arriva al mare in località San Nicolò. - 3 Spiaggia di Scivu (a 7 km)
Luogo che stimola la riflessione e il buon pensare. E' raggiungibile tramite una strada di terra battuta in ottime condizioni che attraversa la campagna e i pascoli in un paesaggio integro e suggestivo. Si arriva sulla spiaggia percorrendo un sentiero che attraversa una parete di arenaria di circa 10 metri. Dalla spiaggia, orientata ad ovest e poco frequentata anche durante il mese di agosto, si possono vedere dei meravigliosi tramonti. - Fluminimaggiore e i suoi Murales (a 7 km)
L’artista messicano David Alfaro Siqueiros, padre dei moderni murales, sosteneva che l’arte deve appartenere al popolo, essere visibile, da ammirare e da criticare. “L’arte non è uno specchio per riflettere il mondo, ma un martello per forgiarlo” (Mayakovskiy). I murales non sono altro che frammenti di memoria e vita sociale. Attraverso i quali si narrano le fatiche, le denunce e le grandi conquiste, passando dai racconti di storia quotidiana alla raffigurazione di eventi e di lotte politiche di respiro mondiale: i fatti di Pratobello nel 1969 con l’occupazione antimilitarista ad Orgosolo, sono l’evento segna la nascita di quest’arte in Sardegna, la voce dei disoccupati, la lotta all’emancipazione femminile, la pastorizia, ma anche la guerra di Spagna, sono solo alcune delle tematiche affrontate. Nel 1995, mettendo in luce la capacità artistica di alcuni giovani del paese, nasce il gruppo “Murales Imbracchinadoris” di Fluminimaggiore, nelle vie del paese si possono ammirare oggi diversi dipinti. I primi lavori affrontano i grandi temi sociali, quali la disoccupazione, le guerre, l’inquinamento, la corruzione. Alcuni sono dedicati alle persone che hanno segnato la storia del territorio e documentano gesta e luoghi ormai scomparsi, altri narrano ora della vita religiosa dei fluminesi, ora delle lotte operaie, dei minatori e delle loro sofferenze. Una nota particolare a quei lavori che hanno acceso un vivo contraddittorio tra popolazione e le istituzioni. È il caso dei personaggi dei fumetti, delegati ad esprimere disagi e soprusi, come nel murales “Puzza di bruciato”, con protagonista il noto personaggio Tex Willer, nel quale si denuncia il malfunzionamento di un depuratore del murales, e “I burattini”, dura critica ad una presunta sottomissione dei cittadini ai poteri politici locali. Simbolo del gruppo Imbracchinadoris è diventato il murales sull’inquinamento del mare “Corto Maltese”, riprodotto ormai su magliette ad altri indumenti, per essere l’unico nella storia artistica democratica ad avere subito una dura censura da parte delle autorità locali. Interessante anche il murales che si trova al centro del paese, esso rappresenta un momento di “vita quotidiana” che riguarda l’avvento dell’industrializzazione in Sardegna. Una madre, vestita in abito sardo, piange un bambino, accanto un uomo giace riverso sul suolo; infine, alle spalle, da un lato un carrello scorre su un binario che viene fuori da una miniera, e dall’altro poggiati su una parete vi sono gli attrezzi utilizzati per l’estrazione. Il messaggio che “aleggia” all’interno del murales sottolinea un senso di “morte”; oltre alle vittime cadute in miniera, potremmo citare anche gli operai che vennero trucidati a Buggerru il 4 settembre 1904: minatori in lotta per un aumento salariale. La loro manifestazione venne violentemente caricata dai carabinieri, causando 3 morti e decine di feriti. Purtroppo ai murales non è garantita alcuna tutela, ecco perché molti di questi sono andati perduti in seguito alle ristrutturazioni che hanno interessato gli edifici che li ospitavano, altri ancora a causa dell’opera del tempo stanno, invece, scomparendo. - 2 Capo Pecora (a 8 km)
E' l'unico tratto di costa di granito presente nel sud ovest della Sardegna, la qualità della roccia conferisce un fascino particolare e caratterizza il colore azzurro e verde dell'acqua. Bellissime passeggiate sui sentieri lungo costa dove si trovano accessi a mare e calette; sono presenti diversi siti archeologi con resti di un pozzo sacro e di una tomba dei giganti. - Buggerru e la miniera di Pranus Altus (a 8 km)
La miniera di Planu Sartu è sita nel territorio comunale di Buggerru sull'altopiano omonimo, i primi lavori minerari hanno inizio nel 1865 quando le concessioni vennero rilevate dalla Società Anonime des Mines de Malfidano e seguono quelli del vicino cantiere di Malfidano determinando la nascita del centro minerario. Le mineralizzazioni, oggetto di coltivazione, erano costituite da ossidati calaminari e solfuri detti anche calcare "metallifero". Le coltivazioni di Planu Sartu si sviluppavano soprattutto mediante scavi a cielo aperto, uno dei quali di imponenti dimensioni (m 350x100), che oggi caratterizzano morfologicamente, in modo spettacolare, il paesaggio. Il minerale prodotto proveniva dagli scavi realizzati nell’altopiano e il grezzo era destinato, a seconda della qualità, ai forni di calcinazione e alle laverie. Con lo sviluppo dei lavori delle concessioni e il raggiungimento di produzioni record di calamine, il villaggio, dotato di spaccio aziendale e scuola raggiunse la capacità di dare alloggio a quasi 2000 persone, in parte sarde, ma soprattutto continentali. Attualmente il villaggio è completamente abbandonato e si trova nel mezzo della macchia mediterranea nei pressi dell’enorme scavo a cielo aperto; è uno dei tanti villaggi minerari detti a bocca di miniera perché sorgevano proprio in prossimità del giacimento e dei cantieri di estrazione. L’ultimo abitante di Planu Sartu abbandonò la sua casa nel 1940. La galleria Henry fu costruita alla fine dell’Ottocento per trasportare il materiale prodotto nella miniera di Planu Sartu verso i punti di approdo per le imbarcazioni (le bilancelle) che da Buggerru dovevano poi traghettarlo verso il porto di Carloforte. Fino al 1892 questo lavoro era svolto a mano o con l’ausilio di muli con costi e fatiche enormi, la trazione animale fu sostituita da locomotori che trainavano vagoni su una moderna rete ferroviaria che si sviluppava per diversi chilometri, sino alle laverie, ai forni di calcinazione e ai siti dell’imbarco. La galleria Henry è ubicata alla quota di 50 m s.l.m., appena al di sopra dell'abitato di Buggerru, e attraversa per circa 1 Km l'altipiano di Planu Sartu. Lo sviluppo della galleria è di 927 m dei quali 32 "a giorno" con affacci a picco sul mare da cui si godono panorami di rara ed emozionante bellezza. La chiusura delle miniere ha rappresentato un duro colpo per l’economia locale che si è dovuta incentrare nel settore turistico e nell’archeologia industriale. Oggi la galleria, riqualificata per la fruizione turistica, è percorribile con un trenino e la sua unicità è data dall’eccezionale valore paesaggistico con i suoi ripetuti affacci sulla falesia e i percorsi pedonali sugli strapiombi sul mare. Lungo il percorso, una volta indossato il casco e presa la luce da minatore, si possono vedere i ricchi affioramenti di calamina dalla quale si estrae lo zinco. Oggi tutto il paesaggio della zona ricorda la miniera: le strade ferrate che si arrampicano sulle colline, i piccoli vagoni, gli affacci delle gallerie, i ruderi delle miniere e delle vecchie abitazione dei minatori sono ormai parte integrante del paesaggio. Passeggiare tra le vie del paese non porta alla scoperta di monumenti, chiese o palazzi d’epoca ma, ad ogni passo, suggerisce la suggestione di un mondo di fatica nelle cavità delle montagne, fatto di impervie salite e ripide discese, di piccole case e…. mare. E' presente un piccolo porto dove si possono affittare imbarcazioni e/o accedere a servizi per escursioni in mare e sulla costa. - 1 Cala Domestica (a 13 km)
Piccola insenatura di roccia di calcare e scisto con due spiagge una più grande e una piccola situata di lato. E' accessibile tramite strada asfaltata e via mare con barca dal porto di Buggerru. Nelle vicinanze i resti di una torre spagnola del 1600. Accessibili percorsi per escursioni a piedi. - La miniera di Aenas (a 18 km)
Lo sfruttamento delle miniere nel fluminese iniziò in epoche molto antiche, ciò è testimoniato dal ritrovamento di scavi di epoca Romana. Si ha notizia della città di Metalla, dove i Romani mandavano i condannati a lavorare, non è stata ancora localizzata la zona precisa in cui questa sorgeva. ma presenza di un luogo di culto come il Tempio punico romano di Antas fa ritenere che fosse proprio in questa zona. Dalle miniere del fluminese si estraeva piombo, ferro, argento, fluorite, barite e zinco. Dopo un periodo di abbandono, verso la metà del 1800 le miniere ebbero nuovamente grande importanza. Uno dei siti più suggestivi è la miniera dI Arenas che si trova a circa 600 m. di altitudine nel territorio di Fluminimaggiore, il nome deriva dalla presenza di banchi sabbiosi. L'attività estrattiva si svolgeva prevalentemente in superficie, divorando intere montagne, al riguardo si verificò un evidente degrado ambientale e paesaggistico a cui ancora oggi non si è ancora posto rimedio. La miniera di Arenas dopo il 1848 divenne proprietà di compagnie inglesi e nel 1901 passò alla Pertusola che mediante una ferrovia la collegò alla laveria di San Benedetto. Nel 1942 iniziarono i lavori per la costruzione della laveria Genna Carru, in grado di trattare ogni giorno 400 tonnellate di minerale. Il villaggio, situato nel Salto di Gessa, venne costruito nel 1870, nelle abitazioni plurifamigliari vivevano minatori, allevatori e taglialegna. Il trasporto dei minerali veniva fatto attraverso una teleferica, con i carri a muli e con una piccola locomotiva. Il minerale veniva caricato su vagoni che trascinati da muli lungo una strada ferrata venivano quindi agganciati alla teleferica, per poi raggiungere la strada ferrata dove venivano agganciati alla locomotiva (Su Vaporettu) che trasportava il tutto a Malacalzetta. Questo non era solo il percorso che veniva fatto dal minerale ma era anche quello che più volte a settimana veniva fatto dalle donne e dai ragazzi per fare la spesa. Il villaggio si ingrandì nel dopoguerra quando il rendimento medio per ogni operaio era altissimo, agevolato dai lavori a cielo aperto e dall'utilizzo mezzi meccanici all’avanguardia. Nei primi anni Settanta la miniera passò alla Piombo Zincifera Sarda; ma nel 1975 il villaggio venne abbandonato a seguito dalla crisi che colpì l’industria estrattiva. Il lavoro nella miniera era molto faticoso, i minatori scavavano e portavano fuori il minerale dalle gallerie e dai pozzi, donne e i ragazzi lo pestavano per separare il minerale dalle pietre e per prepararlo per il trasporto fino al mare. Il lavoro era faticoso anche per is carradoris che con i carri trainati da buoi e da cavalli trasportavano il minerale percorrendo strade di montagna molto pericolose. Il minerale veniva trasportato a Carloforte e lì i battellieri scaricavano i barconi e ricaricavano il minerale sulle navi che lo trasportavano in Francia e in Liguria, dove le società minerarie avevano le fonderie. Lì il minerale veniva fuso per ricavare il piombo, lo zinco, il ferro. - 5 Piscinas (a 35 km)
Vecchi borgo minerario abbandonato con splendide dune di sabbia dove si possono fare meravigliose passeggiate in un ambiente unico per flora tipica e fauna selvatica, frequenti gli avvistamenti di cervi e o uccelli rapaci. Spiaggia aperta orientata ad ovest, quando c'è il vento maestrale il mare è impressionante è un luogo vagamente malinconico da ricordi e meditazione.
L’area del Sulcis - Iglesiente - Guspinese, individuata dal Parco Geominerario della Sardegna è ricca di testimonianze del lavoro di miniera. Interessanti le visite ai siti di: - Archeologia industriale di Arenas - Su Zulfuru - Gallerie Henry - Planu Sartu - Naracauli Nella vicina costa si trovano splendide spiagge e cale deliziose come: - Cala Domestica - Portixeddu - Capo Pecora - Scivu Un balzo indietro nel tempo è possibile visitando: - Il Tempio punico – romano di Antas (che diventa un luogo per teatro e musica nelle notti estive) - Nuraghi in zona Scivu - Tombe di giganti e pozzo sacro a Capo Pecora
Come arrivare?
Indirizzo: Loc. Fighezia - 09010 Fluminimaggiore, Fluminimaggiore (Carbonia-Iglesias, Sardegna)
Indicazioni del proprietario
Per chi viene da Buggerru, tramite una brevissima strada, tratto terminale della strada in località Cabu de Figu: - Raggiungere il bivio per Portixeddu (vedi cerchio rosso) - A destra, di fronte al bivio per Portixeddu, andare fino al cancello dell´Hotel - Subito sulla sinistra troverete una strada asfaltata che dovrete percorrere fino al suo termine - Finita la strada asfaltata proseguire dritti per altri 500 metri finche vi ritroverete in un incrocio: girate a destra e quindi la prima a sinistra verso l´alto Per coloro che invece arrivano da Arbus o da Fluminimaggiore: - Girare al Pino secolare fino a quando si trova una deviazione asfaltata sulla destra - Proseguire fino all´incrocio con la strada sterrata
