Agri Residence Campi Latini

Agriturismo (appartamento)

Agri Residence Campi Latini

  • Casa o appartamento per vacanze  - 
  • Le pratiche per l'iscrizione ufficiale sono in corso dal 27/apr/2012

4 - 32 posti  - 28,33€ / persona al giorno (circa)

S.S.Salentina Gallipoli, km 26 - 73044 Galatone

Galatone, Lecce (Puglia, Italia)

Telefono (0039) 0833 86 29 22 - 3498551800 - 3334227727
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  • Questo alloggio non ha ricevuto opinioni negli ultimi 24 mesi

Capacità e prezzo

  • - RUSCIULU - (4 posti): 1 camera doppia, 1 camera matrimoniale, 1 bagno, 1 WC  Mostrare prezzi
  • - CORNULA - (4 posti): 2 camere matrimoniali, 1 letto aggiunto, 1 bagno, 1 WC  Mostrare prezzi
  • - CERASA - (4 posti): 1 camera doppia, 1 camera matrimoniale, 1 bagno, 1 WC  Mostrare prezzi
  • - SITA - (4 posti): 1 camera doppia, 1 camera matrimoniale, 1 letto aggiunto, 1 bagno, 1 WC  Mostrare prezzi
  • - ULIA - (4 posti): 1 camera doppia, 1 camera matrimoniale, 1 bagno, 1 WC  Mostrare prezzi
  • - GEUSU - (4 posti): 1 camera doppia, 1 camera matrimoniale, 1 bagno, 1 WC  Mostrare prezzi
  • - SCISCIULA - (4 posti): 1 camera doppia, 1 camera matrimoniale, 2 letti aggiunti, 1 bagno, 1 WC  Mostrare prezzi
  • - MENDULA - (4 posti): 1 camera doppia, 1 camera matrimoniale, 1 bagno, 1 WC  Mostrare prezzi

Più informazioni sui prezzi

Caratteristiche

  • Esterno: Giardino,  Barbecue,  Terrazza,  Piscina,  Mobili da giardino,  Parcheggio. 
  • Interno: Aria condizionata,  Camera con televisione,  Jacuzzi,  Cucina,  Caminetto,  Televisione,  Caminetto in camera. 
  • Servizi: Animali ammessi,  Servizio di lavanderia,  Passeggiate con guida,  Servizio colazione,  Culla disponibile,  Documentazione sulla zona,  Servizio babysitter,  Vendita di prodotti locali,  Wi-Fi gratis. 
  • Lingue: Francese,  Inglese,  Italiano. 
  • Situazione: Vicino alla spiaggia,  Fuori dal centro urbano,  Accesso segnalato. 
Sita e Cerasa sono 2 appartamenti in stile rustico ricavati da un'unica struttura molto ampia, forniti di camino e forno a legna. Gli appartamenti ospitano 1 camera matrimoniale e 1 doppia con letto a cassetto con doghe in legno, ampio bagno con doccia, Tv e cucina completamente attrezzata con frigo e forno elettrico.

Da una seconda struttura sono stati ricavati gli altri 4 appartamenti. Sono tutti composti da una camera matrimoniale ed un soggiorno con divano letto 2 posti, un bagno con doccia idro-massaggio, angolo cottura attrezzato.

Tutti gli appartamenti sono forniti di ingresso autonomo, aria condizionata e comode verande attrezzate di sdraio e tavolini.

Le pulizie iniziali e finali così come la biancheria e gli asciugamani sono compresi.

Su richiesta:

Trasferimento da e per l’ aeroporto di Brindisi, Bari e la stazione ferroviaria di Lecce.

Colazione e cena tipica a bordo piscina. Pulizie giornaliere.

Descrizione del Proprietario

A due passi da Gallipoli, sulle Murge salentine, la tenuta Campi Latini è coltivata a oliveto.

La nostra ospitalità comprende l’uso gratuito di una piscina privata, all’interno della proprietà, la possibilità di portare il vostro piccolo amico a quattro zampe e di godere dei prodotti della terra!

I nostri sono appartamenti per 4 persone, dotati di cucina attrezzata, aria condizionata. Le pulizie iniziali e finali così come la biancheria e gli asciugamani sono compresi.

La colazione viene servita dalle 8:30 alle 10:30 nella sala vicino alla piscina.
Se desiderate la colazione si prega di avvertire il giorno prima.
Il costo della colazione è di € 5, il caffè espresso non è incluso nel prezzo.

Attività

  • Terra: Itinerari gastronomici,  Escursioni - trekking. 
  • Acqua: Immersione subacquea,  Escursioni in barca,  Vela,  Pesca. 
  • Laboratori: Corsi e stage,  Fotografia,  Osservazione fauna e flora. 
- Corsi di Vela
- Corsi di cucina tipica

Luoghi di interesse

  • Salento 
    Salento, una terra ricca di bellezze naturali che vi possano permettere di farvi un idea generale. Campi latini è il luogo ideale per visitare l’ultima parte del tacco d’italia..
  • Galatone  (a 1 km)
    Diverse sono le ipotesi, pronunciate nel corso dei secoli, riguardo l'origine del toponimo. Il nome deriverebbe dal greco gála, che significa latte, questo perché la principale attività praticata era la pastorizia. L'etimologia potrebbe derivare anche dal nome greco di persona o di famiglia Galatos con l'aggiunta del suffisso -oni o dal greco -ones. Sulla nascita del paese vi è un'altra duplice scuola di pensiero: quella che fa capo allo studioso Rolfs che attribuisce l'origine al popolo dei Galati e quella che accoglie l'ipotesi dell'umanista concittadino Antonio De Ferrariis, vissuto dal 1444 al 1517, che attribuisce la provenienza al popolo dei Tessali. '"Da giovane lessi Livio e vi trovai Teuma e Galatana, due città della Tessaglia, che erano state conquistate da Tito Quinzio Flaminio", che in questi luoghi si erano rifugiati per fondarvi la nuova Galatana dopo essere stati sconfitti dal console romano a Cinocefale il 197 a.C. La nascita di Galatone si fa risalire ai primi insediamenti umani nel periodo del Neolitico. I rinvenimento di utensili in selce e ceramica nel "Villaggio Costante" sulla Serra Campilatini, nella grotta "Pinnella", negli insediamenti "Rizzi" e "Spisari" e nella grotta rinvenuta in periferia, e precisamente a sud del paese, in via San Nicola di Pergoleto ne confermerebbe la datazione di origine. Nel Medioevo il territorio fu soggetto a occupazioni e scorrerie da parte di Saraceni, Ungari, e Bizantini. Con la dominazione bizantina si svilupparono l'agricoltura e l'allevamento e si registrò un notevole incremento demografico. Sorsero piccole comunità rurali (Choría) dedite all'agricoltura, Tabelle, Tabelluccio, Fulcignano, San Cosma, Fumonegro Morice e Renda, le quali furono in seguito abbandonate e le popolazioni residenti si stanziarono nel casale di Galatone. Nel XV secolo subì l'assedio di Giovanni Antonio del Balzo Orsini che rase al suolo una parte della cinta muraria. Dopo la morte dell'Orsini, avvenuta nel 1463, per Galatone seguì un lungo periodo di pace, interrotta dall'invasione turca del 1480 e dall'invasione dei veneziani quattro anni più tardi. Agli Orsini successero i Castriota, con la scomparsa dei quali, il feudo passò nelle mani della Corona che lo vendette ad una facoltosa famiglia genovese. Dal 1556 appartenne ai Squarciafico i quali diedero prosperità e crescita culturale costruendo nel 1570 un ospedale per poveri gestito dal clero. Nel XVII secolo il feudo fu retto dai Pinelli. Il XVIII secolo fu caratterizzato da una vita politica poco vivace a causa delle frequenti elezioni di Sindaci, sistematicamente esautorati da un governatore prepotente e accentratore[7]. Nel 1743 la storia di Galatone fu sconvolta da un terribile terremoto, che procurò il crollo di parte delle mura cittadine, di porta San Sebastiano, del palazzo marchesale e di molte abitazioni, ma portò anche nuova linfa nello sviluppo edilizio del paese.
  • Santa Maria Al Bagno  (a 5 km)
    Conosciuta in passato con i nomi di Sancta Maria De Balneo o Sancta Maria ad Balneum la località è stata abitata fin dai tempi più remoti come testimoniano i numerosi reperti archeologici di epoca preistorica (cuspidi di frecce, lamelle, cocci di ceramica e altro) rinvenuti nella vicina "Grotta del Fico". Probabilmente si sviluppa inizialmente come un piccolo borgo di pescatori abitato in seguito anche dai Messapi e Romani. Riferibili al periodo messapico sono le numerose tombe scavate nella roccia rinvenute sulle alture appena fuori il centro abitato. Nel 272 a.C. Santa Maria, cadde, come tutto il Salento, sotto il controllo dei Romani che qui realizzarono il porto “Emporium Nauna” gli edifici termali con le vasche per i bagni. Nel XII secolo era presente a Santa Maria l'importante dimora dei Cavalieri Teutonici costituita da un'abbazia e un grande monastero. Per questo motivo la cittadina fu anche un importante luogo di sosta per i pellegrini provenienti dalle crociate. Nel medioevo dopo ripetuti attacchi e saccheggi da parte di pirati e Saraceni venne progresivamente abbandonata. I Saraceni distrussero gli edifici, la chiesa, gli impianti termali e le vasche. Anche i Veneziani dopo la caduta di Gallipoli nel 1484, infierirono sulla città. Gli abitanti superstiti si rifugiarono nei paesi dell'entroterra. Nel XVI secolo, Carlo V nell'ambito del programma di difesa delle coste, fece costruire la torre del Fiume di Galatena, per difendere le sorgenti di acqua dolce presenti a Santa Maria, fonte di approvvigionamento per i pirati. Dopo secoli di completo abbandono nella zona, a poche centinaia di metri dal mare, cominciarono a sorgere splendide residenze signorili, utilizzate soprattutto come residenze estive da parte delle famiglie nobiliari. La ricostruzione vera e propria inizia però solo sul finire del XIX secolo ad opera di alcuni cittadini dalla vicina Nardò, che decisero di attrezzarla a località balneare e di villeggiatura. Tra il 1943 e il 1947, l'esercito Alleato decise di ospitare a Santa Maria al Bagno e nei suoi paraggi oltre centomila Ebrei scampati ai campi di sterminio nazisti e in viaggio verso il nascente Stato di Israele. Qui alcuni edifici vennero “convertiti” alle nuove esigenze. In una casa nella piazzetta venne ospitata la Sinagoga e nella masseria “Mondonuovo” venne realizzato il kibbutz “Elia”. Tra i numerosi ospiti figuravano anche i nomi di Ben Gurion, Moshe Dayan, Dov Shilansky e Golda Meir. Per l'ospitalità dimostrata, il 27 gennaio 2005, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alla città di Nardò, la Medaglia d'Oro al Merito Civile. A testimonianza di quel periodo restano ancora tre murales realizzati da alcuni deportati ed in particolar modo da Zivi Miller. Questo ha dato spunto alla realizzazione del Museo della Memoria e dell’Accoglienza, che è stato inaugurato il 14 gennaio 2009, dove oltre ai murales si trova tutto il materiale storico concernente il periodo proveniente dall'archivio storico dell'APME - Associazione Pro Murales Ebrici di Santa Maria al Bagno e dal Comune di Nardò, con annessa biblioteca, emeroteca e documentazione visiva e multimediale.
  • Gallipoli  (a 8 km)
    La splendida citta vecchia con la spiaggetta della purità, e la moltitudine di chiese barocche. Ie spiagge sabbiose fino al lido pizzo! Gallipoli, Caddhrìpuli o Ca??ìpuli in dialetto gallipolino e in greco salentino, Gallipolis o Callipolis in latino, ?????????? in greco classico, traslitterato Kallìpolis, Anxa in messapico Situato lungo la costa occidentale della penisola salentina, è il quinto centro della provincia per numero di abitanti. È sede, insieme a Nardò, della diocesi di Nardò-Gallipoli[6]. La città è protesa sul mar Ionio ed è divisa in due parti: il borgo e il centro storico. Di notevole importanza storico-naturalistica è l'Isola di Sant'Andrea, circa un miglio al largo del centro storico, caratterizzata dalla presenza di animali selvatici, come il Gabbiano corso. In località Torre Sabea vi era un antico e importante villaggio neolitico del quale sono rimasti chiari segni archeologici, benché coperti da uno strato di sabbia. I dati faunistici e paleobotanici e il materiale archeologico compresi i segni di vegetazione commestibile (frumento, orzo, ...) o di focolari incisi sulla roccia, dimostrano che la comunità del villaggio apportava modifiche al suo habitat, in funzione dell'utilità che ne poteva trarre per il vivere più civile: colture dei terreni, pascoli di capro-ovini. Né la comunità si lasciava sfuggire lo scambio per via mare dell'ossidiana proveniente dalle isole Eolie. Lo stemma di Gallipoli si compone dell'immagine di un gallo con la corona e di una scritta che recita "fideliter excubat" (vigila fedelmente). La leggenda narra che il gallo avrebbe impresso con la propria immagine lo scudo di Idomeneo di Creta, l'eroe che si crede fondatore delle città di Lecce e di Gallipoli.[13] Altri pensano che la città originaria sia stata la messapica Alezio, e che in quel tempo lo scoglio su cui è posta Gallipoli servisse da stazione per i pescatori, che edificarono qualche casetta senza ordine per ripararsi. In effetti tutte le città messapiche erano collegate tramite tracciati stradali ai loro approdi portuali: Alezio era collegata a Gallipoli, Ugento a Torre San Giovanni, Nardò a Santa Maria al Bagno a cui forse era collegata la stessa Manduria. In seguito alla distruzione di Alezio, con l'accrescere della popolazione e degli artigiani, Gallipoli divenne una città. La tortuosità delle strade del centro storico sembra confermare questa teoria[14]. L'impianto urbanistico della città vecchia è dovuto anche a motivi militari e climatici (la tortuosità delle strade è un'ottima difesa contro le truppe nemiche e i venti dominanti) inoltre si è sfruttato ogni centimetro quadrato disponibile pur di poter edificare entro la cinta muraria; infatti nel centro storico non esistono vere e proprie piazze ma al più qualche slargo. Altre fonti attribuiscono le origini della città ad altri eventi. Plinio il vecchio, ad esempio, induce a dedurre che i Galli Senoni si siano insediati nel territorio[15]; più credibile pare quella attribuita ai Messapi: è certo che Gallipoli fece parte della Magna Grecia controllando un vasto territorio comprendente l'attuale Porto Cesareo. Nel 265 a.C. a fianco di Taranto e di Pirro, si scontrò con Roma subendo una sconfitta che la relegò a colonia romana fino a diventare "municipium".[16] Agli inizi del Medioevo fu quasi certamente saccheggiata dai Vandali e dai Goti. Ricostruita dai Bizantini, Gallipoli conobbe un periodo di floridezza sociale e commerciale, sfruttando la sua posizione geografica. Durante il Medioevo appartenne alla Chiesa di Roma e fu teatro di durissimi scontri con il monachesimo greco, il cui ricordo si conserva ancora nell'Abbazia di San Mauro, i cui ruderi sono visibili sulla serra che da est guarda alla città. Il distretto di Gallipoli Nell'XI secolo, Gallipoli fu occupata dai Normanni e successivamente, nel 1268, subì l'assedio di Carlo I d'Angiò, determinandone di fatto il passaggio della città sotto il controllo degli Angioini e provocando la fuga degli abitanti nella vicina Alezio. La ripopolazione della città avvenne già nel 1300 sotto il governo del Principato di Taranto. Nel 1484, i Veneziani ne tentarono l'occupazione con una flotta composta da settanta navi, tra cui sedici galee e cinque navi da carico, con settemila combattenti e trecento cavalli, contro i duecento gallipolini che manifestarono fino all'ultimo la loro fedeltà al regnante. Nel XVI secolo subì dapprima l'assedio degli spagnoli e poi dei Borbone; con quest'ultimi entrò a far parte del Regno di Napoli. Ferdinando I di Borbone avviò la costruzione del porto che divenne nel Settecento la più importante piattaforma olearia del Mediterraneo per il commercio dell'olio per lampade (olio lampante). Il distretto di Gallipoli fu una delle suddivisioni amministrative del Regno delle Due Sicilie, subordinate alla provincia di Terra d'Otranto, soppressa nel 1860 con l'occupazione garibaldina e l'annessione al Regno di Sardegna. Fu costituito con la legge 132 del 1806 "sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno", varata l'8 agosto di quell'anno da Giuseppe Bonaparte. Particolare di un Frantoio ipogeo gallipolino Il distretto era suddiviso in successivi livelli amministrativi gerarchicamente dipendenti dal precedente.[17]. Al livello immediatamente successivo, infatti, individuiamo i circondari, che, a loro volta, erano costituiti dai comuni, l'unità di base della struttura politico-amministrativa dello Stato moderno. A questi ultimi potevano far capo i villaggi, centri a carattere prevalentemente rurale. I circondari del distretto di Gallipoli ammontavano a tredici: Gallipoli, Parabita, Casarano, Alessano, Gagliano, Presicce, Tricase, Ruffano, Ugento, Poggiardo, Maglie, Nardò, Galatone. Da sempre ambita meta turistica, è stata raggiunta negli ultimi anni da un numero sempre crescente di visitatori diventando una delle mete preferite del Mediterraneo grazie al suggestivo centro storico, costituito da un intricato labirinto fatto di stradine tortuose, corti, bellissime chiese e palazzi storici.
  • Porto Selvaggio  (a 8 km)
    Il Parco naturale regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano è un parco regionale della Puglia sito in provincia di Lecce, istituito con la Legge Regionale del 15 marzo 2006, n. 6.[1] Nel 2007 è stato inserito dal Fondo per l'Ambiente Italiano (FAI) nell'elenco dei "100 luoghi da salvare". Il Parco ricade interamente nel territorio del comune di Nardò. Comprende la zona del parco naturale regionale attrezzato di "Porto Selvaggio - Torre Uluzzo" (istituito nel 1980) e la Palude del Capitano (classificata come area naturale nel 1997). La costa è rocciosa e frastagliata, e caratterizzata da pinete e macchia mediterranea. Lungo il litorale sono dislocate la Torre dell'Alto, la Torre Uluzzo e la Torre Inserraglio.
  • Lecce  (a 22 km)
    Lècce in salentino, Lupiae in lingua latina) è un comune italiano di 90.049 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia in Puglia. Situata in posizione pressoché centrale della penisola salentina, è comune capofila di un'area vasta di circa 425.000 abitanti, comprendente 31 comuni della parte settentrionale della provincia[3]. Lecce è il capoluogo di provincia più orientale d'Italia. Città d'arte del Meridione Italiano, è nota come "la Firenze del Sud" o la "Firenze del Barocco"[4]: le antichissime origini messapiche e i resti archeologici della dominazione romana si mescolano infatti alla ricchezza e all’esuberanza del barocco, tipicamente seicentesco, delle chiese e dei palazzi del centro. Lo sviluppo architettonico e l'arricchimento decorativo delle facciate è stato particolarmente fecondo durante il Regno di Napoli ed ha caratterizzato la città in modo talmente originale da dar luogo alla definizione di barocco leccese. È il capoluogo e il maggiore centro culturale del Salento; è sede dell'omonima arcidiocesi metropolita e dell'Università del Salento. Nella città è presente l'Istituto superiore universitario di formazione interdisciplinare, scuola superiore universitaria italiana dell'Università del Salento affiliata con la Scuola Normale Superiore di Pisa. La sua principale attività abbraccia il settore del turismo culturale ma anche l'industria, l'agricoltura, l'agroalimentare, l'artigianato (ceramica, cartapesta) e i servizi.
 

Come arrivare?

Indirizzo: S.S.Salentina Gallipoli, km 26 - 73044  GalatoneGalatone (LeccePuglia)


Alloggio ubicato nella zona turistica di   Il Salento

Indicazioni del proprietario

Arrivando da Lecce sulla statale 101 Salentina-Gallipoli, uscire dopo il Km 27.5 a Galatone, allo stop proseguire verso sinistra per circa 750 metri e sulla sinistra siete arrivati nella meravigliosa tenuta Agri- Residence CAMPI LATINI.

Calcolo dell'itinerario


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Su Toprural dal 08/mag/2012

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